Il Dottore a Piede Libero – Conosciamo la Postura IV

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Come si fa un esame della postura?

Non è una cosa particolarmente difficile.

Non ci vuole assolutamente una particolare competenza, ma solo la capacità di valutare una serie di parametri, di cui, di seguito, alcuni tra i più importanti e facili da osservare.

Una postura normale vorrebbe una perfetta orizzontalità delle linee immaginarie che si possono tracciare tra le due pupille, tra i due zigomi, tra i due processi acromiali delle spalle, tra le due areole mammarie, tra le due creste iliache del bacino, tra le due scapole e via dicendo.

Altri elementi indicativi di un’armonia posturale si possono individuare confrontando quelli che i sarti chiamano gli “angoli della taglia”, cioè quello spazio, grosso modo triangolare, definito dal profilo esterno del torace e da quello interno degli arti superiori.

Ma bisogna osservare anche forma, dimensioni ed orientamento spaziale di tessuti molli come le mammelle, i solchi sotto i glutei, le fossette, che in taluni si vedono sopra questi ultimi, oppure ancora, le pliche dei cavi che sono dietro alle ginocchia.

In pratica una postura si può definire corretta, se questi elementi anatomici (tecnicamente definiti come punti di repere) sono simmetrici tra loro rispetto ad un immaginario asse che divida in due il corpo e se le linee immaginarie tese tra di essi sono tutte orizzontali e, quindi, parallele tra loro.

Quando si verificano queste condizioni in una postura tendenzialmente normale, si può immaginare che la struttura muscolare di quell’organismo eserciti sui segmenti ossei che governa una quantità di forza di base (tono) equilibrata ed armonica nei due emicorpi.

Esame posturale e dispositivi digitali

Se ci trovassimo di fronte un paziente che, all’Esame Obiettivo della Postura, si presentasse bene orientato nello spazio, con spalle e bacino orizzontali potremmo fare una stima soggettiva e rappresentare graficamente od in un verbale quanto da noi osservato. Ma sin dagli inizi degli studi di posturologia gli esperti hanno cercato, pensato, progettato dispositivi che potessero rappresentare l’obiettività posturale, libera da errori (bias).

Pensate che per dimostrare che il nostro corpo oscilla con un movimento simile a quello di un pendolo, disposto sotto sopra, uno studioso mise, in una garitta in cui era un soldato di guardia, un foglio di carta sul soffitto ed intinse nell’inchiostro la piuma del suo copricapo.

Alcuni pensarono a dispositivi per la misurazione di tale fenomeno attraverso pedane meccaniche.

Oggi abbiamo molteplici dispositivi digitali che misurano elettronicamente ogni fenomeno posturale.

La più semplice di queste applicazioni è la pedana per la Stabilometria elettronica (particolare tecnica di indagine che si conduce nel corso di una Baropodometria Elettronica).

Ma ci sono apparecchiature anche molto complesse ereditate dal mondo dell’animazione che permettono un preciso studio del movimento e non solo, anche dell’evento neurologico che è ad esso sotteso (Gait Analysis).

Postura e patologia

Se ci trovassimo di fronte un paziente che, all’Esame Obiettivo della Postura, si presentasse bene orientato nello spazio, con spalle e bacino orizzontali, la sua valutazione stabilometrica darebbe luogo ad una rappresentazione equilibrata ed armonica della distribuzione del suo peso al suolo ed un perfetto controllo delle fluttuazioni del centro di pressione (qualcosa di vicino alla proiezione al suolo del baricentro corporeo).

Ma se ci fosse uno squilibrio di forze allora assisteremmo alla perdita di quest’armonia posturale (sia nell’obiettività clinica che strumentale) a alla comparsa di asimmetrie, inclinazioni laterali e torsioni nello spazio di ognuno di questi segmenti corporei, condizione che andrebbe a definire una serie di fenomeni patologici.

Tipico dell’età evolutiva come, per esempio è l’atteggiamento scoliotico che, se non corretto, può evolvere verso la scoliosi.

Nell’età adulta, invece, una postura “scorretta” si esprime con tensioni musco-fasciali, tendineo-capsulari, alterazioni dei corretti rapporti di forza articolari, che enfatizzano il normale processo di invecchiamento e degenerazione articolare, che va sotto il nome di artrosi o che generano, specialmente nei tratti lombare e cervicale della colonna vertebrale, compressioni asimmetriche sui dischi intervertebrali, con possibili discopatie e conseguenti lombo-sciato-cruralgie e/o cervico-cefalo-brachialgie, per interessamento delle radici nervose che emergono da questi tratti del rachide.

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